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	<description>Ecologia Consapevolezza Operatività</description>
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		<title>Solstizio d&#8217;inverno, il Natale e le nascite sacre</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 11:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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Perché tutte le &#8220;nascite sacre &#8221; avvengono il 25 e non il 21 dicembre, giorno del solstizio?

Il Solstizio è una delle più importanti occasioni di festa per il genere umano, infatti il 25 dicembre noi festeggiamo la nascita di Gesù Bambino;ma è bello ricordare, per avere una visione più ampia e una maggior consapevolezza su questa festività, che fin dall&#8217;antichità, ...]]></description>
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<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/solstizio-quadro.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-479" title="solstizio sole luna quadro" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/solstizio-quadro.jpeg" alt="" width="192" height="262" /></a>Perché tutte le &#8220;nascite sacre &#8221; avvengono il 25 e non il 21 dicembre, giorno del solstizio?</p>
<p align="CENTER">
<p>Il Solstizio è una delle più importanti occasioni di festa per il genere umano, infatti il 25 dicembre noi festeggiamo la nascita di Gesù Bambino;ma è bello ricordare, per avere una visione più ampia e una maggior consapevolezza su questa festività, che fin dall&#8217;antichità, molti popoli festeggiavano la nascita di un dio, proprio in questo stesso giorno.</p>
<p align="CENTER">
<p>Basti pensare che in Persia, già 3.600 anni fa, veniva festeggiata la nascita dì Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso; mentre in Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro.</p>
<p align="CENTER">
<p>In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar, rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa;e da sempre questa icona simboleggia la Madre Terra che produce i suoi frutti.</p>
<p align="CENTER">
<p>In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl, nello Yucatan quella del dio Bacab.</p>
<p align="CENTER">
<p>in Grecia Bacco ed in Siria Adone;mentre gli scandinavi festeggiavano lo stesso giorno la nascita del dio Freyr. Come si può notare tutte le divinità risultano legate alla simbologia del Sole, ma come mai si è scelto proprio il 25 Dicembre? Per rispondere a questa domanda, basta pensare che Solstitium, significa &#8220;Sole fermo&#8221; e che nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi.</p>
<p align="CENTER">
<p>Il 24, il Sole sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po&#8217; più verso l&#8217;alto fino al Solstizio d’ Estate. Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo astronomica ma anche esoterica. Un mito racconta infatti che, nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra, un Raggio Verde parta dal più profondo dell&#8217;Universo ed attraversi, per un istante, la Terra stessa.</p>
<p align="CENTER">
<p>E&#8217; il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori.</p>
<p align="CENTER">
<p>Nell&#8217;antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell&#8217;agricoltura.</p>
<p align="CENTER">
<p>I festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed, in tale periodo, si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l&#8217;anno era proibito, nella città, il gioco d&#8217;azzardo; ma poiché era strettamente, legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d&#8217;obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi; queste sono le lontane radici della attuale tombola.</p>
<p align="CENTER">
<p>Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri.</p>
<p align="CENTER">
<p>Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.</p>
<p align="CENTER">
<p>Con l&#8217;espandersi dell&#8217;Impero verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C. l&#8217;Imperatore Aureliano lo ufficializzò.</p>
<p align="CENTER">
<p>E poiché anche Mitra simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto, il 25 dicembre, come già avveniva in Persia.</p>
<p align="CENTER">
<p>Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo. Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman (Arimane), spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole.</p>
<p align="CENTER">
<p>Quindi, come spesso è accaduto per le &#8220;nuove religioni&#8221; il Natale cristiano si è inserito su miti già esistenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intolleranze alimentari o intolleranze cerebrali?</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 17:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Penso che quasi tutti soffrano ormai di una qualche forma di intolleranza; nella pratica ho potuto constatare che molte delle persone con intolleranze alimentari sono intolleranti al mondo che le circonda ma ancor più al loro proprio mondo interiore.
Consideriamo pure che l&#8217;atmosfera nella quale il potere ci costringe a vivere è tossica, che il cibo biologico e biodinamico a parte, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/intolleranze-alimentari-e-intolleranze-cerebrali.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-473" title="intolleranze alimentari e intolleranze cerebrali" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/intolleranze-alimentari-e-intolleranze-cerebrali.jpeg" alt="" width="256" height="197" /></a>Penso che quasi tutti soffrano ormai di una qualche forma di intolleranza; nella pratica ho potuto constatare che molte delle persone con intolleranze alimentari sono intolleranti al mondo che le circonda ma ancor più al loro proprio mondo interiore.</p>
<p><span id="more-472"></span>Consideriamo pure che l&#8217;atmosfera nella quale il potere ci costringe a vivere è tossica, che il cibo biologico e biodinamico a parte, è purtroppo venefico, che l&#8217;acqua &#8220;potabile&#8221; non esiste più, che i rapporti umani sono superficiali, tesi e troppo veloci, che la situazione finanziaria non è splendida&#8230;ma questo è il mondo esterno mentre di solito la vera base dalla quale insorgono le intolleranze appartiene al mondo interno.</p>
<p>Il mondo interno è il rapporto che noi abbiamo realmente con noi e che di solito è viziato da una moltitudine di fattori.</p>
<p>Per uscirne, per venire a capo di chi siamo e di quale sia la strada da percorrere nell&#8217;attuale vita, occorre anzitutto sfatare quel mito che vuole farci pensare alla vita, alla natura, all&#8217;Uomo e al cosmo come a delle cose semplici, come a delle cose che in parte la scienza ha già spiegato e in parte spiegherà prossimamente.</p>
<p>Se la scienza ufficiale potesse con i suoi metodi d&#8217;indagine comprendere e quindi spiegare e risolvere l&#8217;enigma dell&#8217;esistenza&#8230;noi esseri umani non avremmo più compito alcuno, si vivrebbe in un mondo di noia!</p>
<p>Ma la creazione ha provveduto a far si che esista una separazione tra il generale ed il particolare, ovvero tra quello che riguarda tutti gli uomini, per esempio tutti respiriamo, beviamo e mangiamo e quello che riguarda il singolo.</p>
<p>Ne deriva che mentre respirando un gas tossico tutti i presenti ne rimangono più o meno intossicati, nel caso delle intolleranze ognuno ne presenta di diverse.</p>
<p>Volendo tentare un piccolo accenno potrei dire che quello che di un individuo noi vediamo è solo la quarta parte, un quarto di quello che forma il suo vero essere.</p>
<p>Il corpo fisico si consuma e si rigenera continuamente tanto che, nell&#8217;arco di un settennio viene totalmente rinnovato , le cellule cerebrali non seguono questo ritmo, semplicemente muoiono senza venire rigenerate e questo fa la differenza tra il corpo e il cervello.</p>
<p>1) Durante il primo settennio di vita (0 &#8211; 7 anni) si formano e si affinano tutte le parti che costituiscono la nostra struttura fisica.</p>
<p>2) Nel corso del secondo settennio (7 &#8211; 14 anni) il bambino acquista un rapporto migliore con la sua &#8220;forza&#8221;, con le sue energie; infatti in questo periodo egli si mette continuamente alla prova: salta, corre, pratica degli sport ecc.</p>
<p>3) Nel terzo settennio che va all&#8217;incirca dai 14/15 anni ai 20/21 anni, l&#8217;adolescente prende coscienza dell&#8217;altro sesso, s&#8217;innamora. Contemporaneamente inizia a cercarsi e lo fa assumendo in sé dei modelli che possono essere il divo dello spettacolo, il campione sportivo o un idea politica o altro ancora. Innamorandosi rivolge la sua ricerca verso l&#8217;interno pur partendo da un soggetto esterno, mentre i modelli servono per lo più a farlo assumere un certo tipo di atteggiamento da esibire all&#8217;esterno, o a volte, a risvegliare alcuni suoi talenti, l&#8217;ascolto di una certa musica può far nascere la voglia di suonare uno strumento, la vista di una partita può far scaturire una impellente necessità di giocare a pallone ecc.</p>
<p>4) Nel settennio che ricopre il periodo che va dai 21-28 anni il ragazzo si prepara ai suoi futuri compiti, ha già le sue idee ed entro il ventottesimo anno sarà in grado di vivere responsabilmente la sua vita. Si potrebbe dire che verso i 28 anni per l&#8217;uomo e certamente un poco di tempo prima per la donna, si conclude il tempo della preparazione ed inizia il tempo della semina.</p>
<p>Possiamo dunque dire che nei primi 7 anni si forma principalmente tutto lo strumento fisico, poi nel secondo settennio impariamo ad accordarlo, nel terzo lo studiamo, nel quarto lo suoniamo sempre meglio per poi poterci esibire sul palcoscenico della vita per una serie di concerti che durerà l&#8217;intera esistenza dandoci l&#8217;opportunità di affinare sempre di più la nostra arte.</p>
<p>Questa piccola spiegazione ci può far comprendere come, pur essendo più o meno uguali le tappe fondamentali che vengono chiamate settennati o settenni, diverse saranno le esperienze che ognuno farà in questi periodi e tali diversità proverranno dall&#8217;ambito geografico, politico/storico, famigliare, dal percorso scolastico, dalle abitudini alimentari ecc.</p>
<p>I primi quattro settenni portano a maturazione: prima il fisico, poi le energie vitali o eterico, quindi è la volta delle esperienze animiche (astrale) e infine di quella parte che viene denominata lo o organizzazione dell&#8217;Io.</p>
<p>CORPO FISICO : Da 0 a 7 anni</p>
<p>CORPO ETERICO : Da 7 a 14 anni</p>
<p>CORPO ASTRALE : Da 14 a 21 anni</p>
<p>ORGANIZZAZIONE DELL&#8217;IO : Da 21 a 28 anni</p>
<p>La scienza ufficiale ignora e quindi non ricerca la reale composizione umana, certo sa molto sull&#8217;infinitamente piccolo ,cellule, citoplasma ecc., ma con tali conoscenze e anche con quelle dell&#8217;ingegneria genetica non sa spiegare il perché dell&#8217;Uomo.</p>
<p>Ritornando in prossimità delle &#8220;intolleranze&#8221; possiamo dire che di solito si manifestano dopo che chi le accusa ha vissuto un qualche stress.</p>
<p>Non sono poche le donne che divengono intolleranti a certi alimenti e magari sviluppano anche la sempre più presente Candida Albicans dopo un divorzio, una interruzione di gravidanza, una serie di litigi con il partner. Non sono pochi neanche i bambini che soffrono di intolleranze alimentari solo come reazione visibile a situazioni famigliari difficili o a qualche vaccinazione. Mettere in relazione le varie intolleranze con quello che è o che è stato il vissuto di una persona può risultare a volte molto interessante.</p>
<p>Se ,per esempio, si è vissuto male un amore verso i 16 anni, questo può aver innescato un processo che magari dopo molti anni, ipoteticamente, potrebbe condurre a delle intolleranze alimentari o ad altri problemi. Lo studio dei settenni e dei loro riflessi nelle fasi successive della vita sarebbe senz&#8217;altro auspicabile da parte dei medici e dei nutrizionisti.</p>
<p>Ecco che, se prima non si valutano tanti fattori, sarà difficile mettere davvero fine alle intolleranze. Quello di cui l&#8217;Umanità urgentemente necessita è di una vera pedagogia indirizzata prima di tutto ai giovani ,che diverranno in seguito futuri genitori e poi estesa a tutte le persone. E&#8217; quanto mai necessario che la conoscenza più profonda ,i Misteri, venga opportunamente divulgata e possa sostituire i vari dogmi medioevali che ancora albergano nei nostri DNA.</p>
<p>Quando i bambini verranno lasciati liberi di vivere da bambini e verranno amorevolmente e coscientemente accuditi dai genitori e dagli insegnanti, quando le materie di studio diverranno un qualcosa di utile e di interessante e i ragazzi non si sceglieranno poi un indirizzo scolastico in base al guadagno della futura professione ma in base alle reali, personali aspirazioni, quando la sessualità verrà spiegata non come squallida educazione sessuale ma come arte del vivere in armonia con sé stessi ed il partner, quando scuola e famiglia interagiranno per il benessere del futuro dell&#8217;umanità ,che è costituito proprio dai giovani, allora sarà più difficile sentir parlare di intolleranze alimentari.</p>
<p>Un bambino ben cresciuto, un ragazzo aiutato,divengono più facilmente promotori di un mondo migliore.</p>
<p>Le guerre di potere, la criminalità, il terrorismo, il lavorare contro la natura, sono tutte cose fondate sull&#8217;ignoranza dei segreti della vita.</p>
<p>In un&#8217;atmosfera pulita, disponendo di acqua e cibo esenti da veleni, disponendo di sana educazione e veri principi sarebbe difficile diventare allergici. Solo persone moralmente motivate possono ricostruire, rimediare a tutti i danni che gli sciocchi e le eminenze grigie dì tutti i tempi hanno saputo determinare.</p>
<p>Dunque:</p>
<p>1) Le intolleranze a vari alimenti si sviluppano a causa di alimenti defraudati, violentati, privi di vita e carichi di veleni.</p>
<p>2) Negli organismi così rovinati da un cibo un&#8217;aria e un&#8217;acqua fortemente tossici, un ulteriore stress ,per es. emotivo, può rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso.</p>
<p>3) Sia l&#8217;inquinamento, sia lo stress, sono situazioni che derivano da errate concezioni della vita e del mondo in generale.</p>
<p>4) Le intolleranze nei lattanti sono direttamente imputabili allo stile alimentare della madre, già prima della gravidanza e allo stile di vita, comportamenti, pensieri, parole, rumorosità, ritmi ecc. della famiglia intera.</p>
<p>Tutto questo deve essere preso in considerazione!</p>
<p>Quindi non sempre basteranno il parere dell&#8217;allergologo o quello del nutrizionista, spesso questi professionisti dovrebbero indirizzare i pazienti anche verso pedagogisti in grado di comprendere da dove insorge il problema in questione e in grado di aiutare i pazienti a compiere un percorso di conoscenza di sé stessi conforme alle loro personalità.</p>
<p>Purtroppo molte persone non dispongono degli strumenti culturali per poter affrontare un vero percorso e questa carenza si trova sia presso chi non ha studiato molto sia presso la ormai folta schiera dei laureati.</p>
<p>Dopo questo estratto di saggezza e conoscenza specifica del problema, a conclusione,</p>
<p>“Credo proprio che la cosa migliore per pararsi dalle intolleranze sia ritrovare il tempo per essere più tolleranti con noi stessi e con gli altri”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Robot: Gli immortali del terzo millennio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 17:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so quanti di voi abbiano visto il film “Real steel” con Hugh Jackman ambientato nel Sud degli Stati Uniti del 2020, quindi non troppo nel futuro, dove il mondo delle feste di paese e dei rodeo è stato sostituito con i combattimenti fra robot.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/robot-terzo-millennio-futuro.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-470" title="robot terzo millennio futuro" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/robot-terzo-millennio-futuro.jpeg" alt="" width="183" height="275" /></a>Non so quanti di voi abbiano visto il film “Real steel” con Hugh Jackman ambientato nel Sud degli Stati Uniti del 2020, quindi non troppo nel futuro, dove il mondo delle feste di paese e dei rodeo è stato sostituito con i combattimenti fra robot.</p>
<p>Sembra tutto uguale se non che il circenses è cambiato, il pubblico non si divertiva più a vedere uomini che si picchiavano, niente più pugilato, piuttosto la violenza virtuale fra robot, nell’era dei videogiochi.<span id="more-469"></span></p>
<p>Ecco che torna quindi preponderante la domanda :”siamo veramente così lontano da quella realtà che il film ci ha proposto?”</p>
<p>Nel secolo scorso, il traguardo per un bravo robot era prendere fra le dita un uovo senza fracassarlo né farlo cadere a terra. Oggi Acroban è in grado di tenere per mano un bambino conducendolo a passeggio. Il robot di ieri, magari, sapeva entrare in una centrale nucleare “impazzita”, il robot di oggi, come Nao, della Aldebaran Robotics, cammina, sente, parla, riconosce i volti, afferra la palla al volo, fa felici gli studenti di informatica di Bordeaux.</p>
<p>Viene rilanciato un tipico “robot di compagnia”, il vecchio cane Aibo ,nato nel 1999, che in giapponese significa “compagno” ed è classificato come automa “al servizio della persona”.</p>
<p>Almeno all’apparenza, queste macchine, per lo più androidi, lavorano per migliorare la condizione dell’uomo.</p>
<p>Spesso, al robot che lo solleva delicatamente dal letto per metterlo in poltrona, l’anziano bisbiglia : «Sei proprio “il mio fratello robot”». Insomma, vanno forte le macchine sofisticate che sanno anche mostrare “affetto”.</p>
<p>Ma si tratta di un vero beneficio, per gli esseri umani? Niente di più controverso, perché ora c’è chi lo nega. Il fascino dei robot cresce in quanto queste creature dell’uomo possono raggiungere livelli di particolare perfezione colmando vuoti e ricavandosi compiti nuovi.</p>
<p>L’istituto di Biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa ha realizzato, insieme con la St Microelectronics, uno speciale robot-giocattolo. Dal modo in cui i bambini l’afferrano e ci giocano, la macchina è in grado di scoprire anomalie neurologiche e patologie autistiche della prima infanzia, con un notevole guadagno di tempo per la terapia.</p>
<p>I robot intervengono oggi in molti settori critici. Dal laboratorio congiunto realizzato tra l’istituto di Biorobotica e la St Microelectronics è uscito l’utilissimo Dust-Bot, il robot autopilotato, usato con successo dal 2009 in città di tutto il mondo per la raccolta selettiva dei rifiuti; i comuni italiani sono interessati ed è facile crederlo.</p>
<p>Nel laboratorio congiunto spiccano anche “il polpo-robot” , che sarà impiegato per chiudere valvole da cui fuoriesce petrolio, perché i suoi tentacoli sviluppano una potenza simile a quella dell’animale marino; e la lampreda robotica che attraversa corsi d’acqua e penetra in anfratti irraggiungibili salvando vittime di alluvioni e di tsunami.</p>
<p>Man mano che salgono ammirazione ed entusiasmo, comincia però a diffondersi una sottile apprensione nei confronti dei robot, a livello mondiale, si delineano due fronti contrapposti.</p>
<p>In Oriente è praticato quasi un culto dei robot, e su di essi si fa un affidamento assoluto, quasi superiore a quello accordato agli uomini.</p>
<p>Il Giappone, che prevede un rapido invecchiamento della popolazione, ha investito massicce risorse nella robotica di servizio. «Per il Sol Levante, i robot sono i salvatori dell’umanità, i nuovi compagni di vita», dice Jean-Claude Heudin, professore al polo universitario Léonard-de-Vinci (Paris-la Défense).</p>
<p>In Europa occidentale, invece, non è mai piaciuta l’idea di costruire macchine che assomiglino troppo all’uomo.</p>
<p>Nell’immaginario collettivo esercitano ancora la loro influenza certi film e lavori letterari.</p>
<p>Karel Capek non è solo l’inventore della parola robota ,“lavoro forzato”; è diventato autore di fantascienza per aver scritto I robot universali di Rossum, romanzo in cui gli automi, conseguito un certo grado di sviluppo, si ribellano alla specie umana e la distruggono.</p>
<p>Un altro classico che ha seminato sospetti nei confronti dei robot è Metropolis di Fritz Lang; la protagonista, Maria, prima donna robot, scatena una vendetta contro il potere degli umani.</p>
<p>Poi arriva Isaac Asimov che diffonde sentimenti di pace tra uomini e robot. Ma ora spunta un progetto di codice etico che accenderà un dibattito mai visto.</p>
<p>È il Codice per la protezione dell’uomo dai robot. Lo sta preparando un gruppo di scienziati europei, i quali si sono accorti che, in silenzio, qualcosa sta cambiando o potrebbe cambiare. Traggono spunto dal più rassicurante tra i ruoli assegnati ai robot di nuova generazione: fare compagnia ad anziani e bambini.</p>
<p>È una buona idea lasciare in esclusiva alle macchine il compito di «curare la nostra ultramoderna solitudine»? L’uomo vuole liberarsi anche di quell’incombenza che è la solidarietà?</p>
<p>Il filosofo Jean-Michel Truong sente i rintocchi della campana della storia, e si domanda:</p>
<p>«Ci si prepara all’arrivo di una specie inedita, fatta di “immortali”?».</p>
<p>Jean-Michel Besnier, che alla Sorbona insegna Filosofia delle tecniche, va alle conclusioni politiche: «È bene che l’Europa, governi e cittadini, rifletta su questa sfida che ora balza in primo piano». Forse alcuni robot intimoriscono più di altri? Non è detto. «Abbiamo ormai tanti oggetti “intelligenti”, grandi e piccoli, che esaminati uno alla volta sono semplici protesi, come una lavastoviglie, ma nell’insieme tolgono all’uomo prerogative di valore, sacrificate in cambio del comodo automatismo», nota Besnier.</p>
<p>Gettano acqua sul fuoco quanti non vedono sostanziali pericoli nell’avanzata dei robot. Jean-Claude Heudin rileva: «L’uomo è un essere talmente complesso che un robot non potrà mai raggiungerlo. Chi annuncia l’improponibile parità o addirittura il sorpasso, fa della pura utopia».</p>
<p>In questo campo, rileva in sostanza Heudin, il catastrofismo è un nonsenso.</p>
<p>I robot non sono pericolose creature piovute da chissà quale galassia, li ha costruiti il cervello degli uomini. Sarebbe avvilente per gli umani perdere questa partita.</p>
<p>La convivenza con robot sempre più intelligenti, ma non pari all’uomo, è un processo inevitabile. Può essere però governato con lucidità, se si comincia a metterlo sul binario giusto.</p>
<p>L’uomo resterà uguale a se stesso? Forse, tra cybertecnologie, nanotecnologie e biotecnologie, ci si dovrà preparare a una evoluzione dell’uomo di oggi rispetto all’Homo sapiens, osserva Jean-Claude Heudin. E aggiunge: «Le nostre capacità cognitive e fisiche risulteranno alquanto potenziate. Saremo più competitivi, qualcuno ha chiamato “eso-darwinismo” questo scatto evolutivo».</p>
<p>Come qualunque cosa che l’uomo è stato in grado di creare, il male, se di male si vuol parlare, non risiede nell’oggetto ma nell’uso che se ne fa! Poveri Robot!!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stevia Rebaudiana: il super zucchero anti diabete arriva in Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una notizia attesissima: gli estratti di Stevia potranno presto essere utilizzati anche nell&#8217;Unione Europea! Dopo anni di boicottaggio è arrivato finalmente il via libera per questa pianta dal potere dolcificante straordinario e tutto naturale. Il Comitato permanente della Commissione Europea ha recentemente approvato il regolamento che consentirà di utilizzare gli estratti di Stevia Rebaudiana come dolcificante.
Per fine anno l&#8217;autorizzazione definitiva.
LA STEVIA
Dalla pianta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/zucchero-stevia-rebaudiana.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-466" title="zucchero stevia rebaudiana" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/zucchero-stevia-rebaudiana.jpeg" alt="" width="226" height="223" /></a>Una notizia attesissima: gli estratti di Stevia potranno presto essere utilizzati anche nell&#8217;Unione Europea! Dopo anni di boicottaggio è arrivato finalmente il via libera per questa pianta dal potere dolcificante straordinario e tutto naturale. Il Comitato permanente della Commissione Europea ha recentemente approvato il regolamento che consentirà di utilizzare gli estratti di Stevia Rebaudiana come dolcificante.<span id="more-465"></span></p>
<p>Per fine anno l&#8217;autorizzazione definitiva.</p>
<h3>LA STEVIA</h3>
<p>Dalla pianta di Stevia Rebaudiana Bertoni è possibile estrarre un estratto che dolcifica fino a 400 volte più dello zucchero.</p>
<p>Il grande valore di questo estratto è che la Stevia affianca l&#8217;elevato potere dolcificante all&#8217;assenza di calorie e glucosio, fattore questo di estremo interesse per la cura e la prevenzione del diabete mellito.</p>
<p>La Stevia infatti, al contrario di qualsiasi altro dolcificante, promuove la secrezione di insulina portando a una riduzione di glucosio nel sangue.</p>
<p>Altre caratteristiche curative notevoli della Stevia sono la sua azione ipotensiva , che la rende un ottimo integratore naturale in caso di ipertensione arteriosa e l&#8217;azione &#8216;anti-obesità&#8217; dal momento che la Stevia oltre a non contenere calorie aiuta a ridurre il &#8216;bisogno&#8217; di altri dolci e cibi grassi.</p>
<p>Inoltre la Stevia è stabile anche ad alte temperature, diversamente dai dolcificanti sintetici come l&#8217;aspartame che subiscono degradazioni dagli effetti tossici se utilizzati in cottura o anche solo in bevande calde come caffè o thè.</p>
<p>Alla Stevia è riconosciuta anche un&#8217;azione digestiva e di protezione della cute e delle mucose, in particolare del tratto orale, il che la rende efficace nella prevenzione della carie.</p>
<p>Si tratta di una pianta rustica, originaria del Sud America dove è utilizzata da secoli come alimento.</p>
<p>Attualmente è già autorizzato il suo utilizzo negli USA e in molti paesi orientali dove per le sue qualità viene utilizzata negli alimenti dietetici a basso contenuto calorico.</p>
<p>Il suo utilizzo consente di ridurre o eliminare quello di aspartame, sostanza di sintesi altamente dannosa per la salute ma &#8216;imposta&#8217; da molti anni dagli interessi politico-economici dell&#8217;industria alimentare mondiale.</p>
<p>A scanso di equivoci che spesso si leggono in rete, l&#8217;uso della stevia NON è stato limitato in Europa sino ad oggi per la presunta cancerogenità di alcuni suoi componenti ma semplicemente per l&#8217;assenza di studi che certificassero il suo estratto come additivo alimentare &#8216;sicuro&#8217;.</p>
<p>Ora questa barriera, da molti considerata strumentale e pilotata da chi ha enormi interessi su dolcificanti di sintesi come l&#8217;aspartame, è venuta meno.</p>
<p>Per chiarire ulteriormente il quadro: non esistono studi che dimostrino la cancerogenità di steviolo e stevioside per l&#8217;uomo.</p>
<p>L&#8217;ultimo e più attendibile studio sullo stevioside, svolto da un gruppo di ricercatori belgi nel 2004, dimostra la NON cancerogenità dello stevioside dovuta al fatto che questa componente non viene assorbita dall&#8217;organismo ma degradata dai batteri dell&#8217;intestino ed eliminata attraverso le urine.</p>
<p>A questo punto dobbiamo solo aspettare che le multinazionali che controllano l’industria dei dolcificanti fiutino l’affare e decidano di spingere sul mercato questa sostanza, sperando che non abbiano interessi comuni con le consorelle che commercializzano quelle sostanze che ormai fanno parte della dieta quotidiana di molti: “ I Farmaci”………</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I vantaggi delle Case in Legno per ambiente, salute e risparmio</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da molto tempo ormai si sente parlare di Protocollo di Kyoto, risparmio energetico, energie alternative e bioedilizia. Una soluzione ottimale per fornire un importante contributo per la protezione dell&#8217; ambiente e del portafogli arriva dalle case in legno ecologiche. Una soluzione già presente in tutti i paesi del nord Europa, che si stà affacciando anche in Italia.
Costruire una casa in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/casa-ecologica-in-legno-urban-green.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-462" title="casa ecologica in legno urban green" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/casa-ecologica-in-legno-urban-green-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Da molto tempo ormai si sente parlare di Protocollo di Kyoto, risparmio energetico, energie alternative e bioedilizia. Una soluzione ottimale per fornire un importante contributo per la protezione dell&#8217; ambiente e del portafogli arriva dalle <span style="text-decoration: underline;">case in legno ecologiche</span>. Una soluzione già presente in tutti i paesi del nord Europa, che si stà affacciando anche in Italia.</p>
<p>Costruire una <a title="Case in legno" href="http://www.urbangreen.it" target="_blank">casa in legno</a> significa fare del bene a se stessi e al mondo che ci circonda, il legno è infatti, l&#8217;unica materia prima che cresce spontaneamente, ed oltretutto è un materiale molto flessibile, proprio questa caratteristica dona alle case in legno una forte azione antisismica.<span id="more-461"></span></p>
<h3>Le caratteristiche delle case in legno</h3>
<p>Oltre ad essere flessibile, il legno è rinnovabile, ecologico e biodegradabile, la sua resistenza è superiore a quella dell&#8217;acciaio con un peso specifico contenutooffre grande resistenza strutturale e favorisce un&#8217; enorme isolamento termico ed acustico.</p>
<p>Una delle principali caratteristiche delle <a title="Case in legno" href="http://www.caselegno.com" target="_blank">case in legno</a> è quella di poter assemblare diversi materiali naturali (legno lamellare, legno massello, lana di roccia e pannelli in osb.). Proprio questa configurazione favorisce un ottimo comfort termico ed isolamento acustico.</p>
<p>Costruire una casa ecologica in legno presenta molteplici vantaggi:</p>
<ul>
<li><strong>Ecocompatibilità</strong>: La <em>casa Ecologica</em> è un edificio senza emissioni, che richiede poca energia a partire dall&#8217; approvvigionamento e produzione dei materiali di cui è composta ottimizzando così le risorse naturali e rinnovabili;</li>
<li><strong>Comfort Abitativo</strong>: Il Legno garantisce livelli di salubrità e comfort maggiori rispetto ad altri materiali di costruzione ed esercita un&#8217; influenza positiva sul benessere delle persone e sul loro sistema immunitario;</li>
<li><strong>Flessibilità progettuale</strong>: Essendo un materiale molto leggero non deve supportare carichi pesanti, pertanto ogni casa in legno che si rispetti puo&#8217; essere configurata internamente come si desidera, senza minare la stabilità della struttura portante.</li>
<li><strong>Isolamento Termico</strong>: la casa costruita con questa tecnologia permette di isolare e permeare l&#8217; intera struttura, favorire un ottima temperatura interna (materiale caldo di natura) e mantenerla a lungo.</li>
<li><strong>Durabilità nel tempo</strong>: Diversi studi tedeschi e austriaci, hanno dimostrato che non esiste una differenza di durata nel tempo tra una casa in legno ed una casa tradizionale, la durata media, infatti, si aggira per entrambe intorno ai 100 anni.</li>
<li><strong>Antisismicità</strong>: come abbiamo già detto il legno è un materiale estremamente flessibile, pertanto è molto consigliato il suo utilizzo nella realizzazione di case in zone sismiche.</li>
<li><strong>Resistenza</strong>: Le case in legno resistono benissimo al fuoco, poichè trattate con vernici particolari, naturali e ignifughe che in caso di incendio possono resistere fino a temperature di 1500°C e al massimo far carbonizzare solo la superficie proteggendo la struttura interna.</li>
<li><strong>Maggior Spazio</strong>: Proprio grazie a pareti piu leggere e piu sottili, lo spazio abitabile aumenterà sensibilmente, favorendo non solo dimensioni calpestabili maggiori, ma anche configurazioni interne &#8220;open space&#8221;.</li>
<li><strong>Isolamento Acustico</strong>: Quante volte vi sarà capitato di entrare in uno studio di registrazione? il principio del legno è lo stesso del polistirene, l&#8217; azione della lana di roccia e del legno all interno delle pareti favorisce un&#8217; elevato isolamento fonico.</li>
<li><strong>Semplicità di costruzione</strong>: La leggerezza dei materiali rende piu semplice e veloce la costruzione di strutture in legno in qualsiasi condizione atmosferica e con 1/4 del tempo rispetto ad una casa tradizionale.</li>
<li><strong>Prezzi fissi e ridotti</strong>: Il prezzo fisso è una certezza delle case in legno, esso è calcolato al metro quadro (1100€/mq) e vi eviterà spiacevoli maggiorazioni derivati da problemi vari che potreste avere con le case tradizionali.</li>
</ul>
<div>Una casa in legno insomma, risulta essere molto piu conveniente rispetto ad una tradizionale, sotto tutti i punti di vita. Il <em>vantaggio economico</em> che ne deriva va valutato in termini di <em>isolamento termico</em> che consente di ottenere risparmi tangibili (-40% sul riscaldamento). Inoltre una casa in legno richiede bassi costi di manutenzione, soprattutto se la superficie esterna è intonacata.</div>
<div>Per maggiori informazioni visita il sito di <a title="Urban Green" href="http://www.urbangreen.it">Urban Green</a></div>
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		<title>Implanon, il contraccettivo che non funziona</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ragazza col primo mestruo diventa come la Madre Terra, che se inseminata, può generare la vita; ma in una società come la nostra, tutti incentrati sull’efficienza e sul denaro, non viene più dato alla donna il diritto di poter scegliere se avere o meno un figlio. Essere “mamma” nella nostra società è diventato un lusso, che non ci si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/contraccettivi-pericolosi-implanon.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-459" title="contraccettivi pericolosi implanon" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/contraccettivi-pericolosi-implanon.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a>La ragazza col primo mestruo diventa come la Madre Terra, che se inseminata, può generare la vita; ma in una società come la nostra, tutti incentrati sull’efficienza e sul denaro, non viene più dato alla donna il diritto di poter scegliere se avere o meno un figlio. Essere “mamma” nella nostra società è diventato un lusso, che non ci si può permettere, perché mette a rischio la conservazione del posto di lavoro e quindi la sopravvivenza!</p>
<p><span id="more-458"></span>Ecco quindi che la scienza medica ci viene incontro, fornendoci, se vogliamo praticare sesso sicuro,senza più rischi di gravidanze indesiderate ,“Implanon”.</p>
<p>Si tratta di un piccolo ‘bastoncino’ di due millimetri di diametro e quattro centimetri di lunghezza che il ginecologo di fiducia inserirà sotto la cute del braccio, nella parte interna.</p>
<p>Una volta impiantato rimarrà posizionato per ben tre anni e se si cambia idea, nessun problema, basta rimuoverlo.</p>
<p>Gli esperti garantiscono &#8211; parola loro &#8211; nessun rischio di dimenticare di prendere la pillola anticoncezionale, cosa che, almeno una volta al mese, è successa a otto donne su dieci (indagine GfK Eurisko); fine totale dell’ansia di doversi ricordare tutti i giorni di assumere il contraccettivo.</p>
<p>&#8220;E’ un contraccettivo che utilizza un derivato sintetico ad azione progestinica, spiega Chiara Benedetto, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Direttore del Dipartimento Universitario di Discipline Ginecologiche e Ostetriche dell’Università di Torino.</p>
<p>Non contiene estrogeni e quindi può essere utilizzato anche dalle donne che presentano controindicazioni proprio all’uso degli estrogeni e i meccanismi contraccettivi sono identici a quelli della pillola”.</p>
<p>Il progesterone è un ormone secreto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali in quantità moderata prima dell’ovulazione, dopo in quantità elevata.</p>
<p>L’impianto libera una piccola quantità di questo ormone di sintesi prevenendo il rilascio di una cellula uovo dall’ovaio, provoca modificazioni nella cervice che rendono difficile la penetrazione dello sperma nell’utero. Implanon, è stato sostituito da Nexplanon, un prodotto dalla farmaceutica Schering-Plough, oggi Merck!</p>
<p>Il primo grosso problema è la contraccezione chimica normalmente chiamata simpaticamente “pillola”.</p>
<p>Uno dei farmaci più utilizzati è il Premarin (PRegnantMAreurIN) che viene prodotto dall&#8217;urina delle cavalle gravide, come dice lo stesso nome. Circa 35.000 cavalle sparse in diverse fattorie tra Canada e Midwest sono obbligate a restare in piedi in angusti box per sei mesi all&#8217;anno, con possibilità minime di movimento, con acqua razionata e con attaccate al corpo delle borse per la raccolta dell&#8217;urina. I box sono espressamente di dimensioni ridotte, per impedire che le fattrici gravide possano stendersi ed eventualmente danneggiare le borse che raccolgono le urine. Le cavalle vengono così sottoposte a un grave trauma psichico e fisico. Sono soggette a deformazioni degli zoccoli, ulcerazioni dovute allo sfregamento delle borse per la raccolta dell&#8217;urina e disfunzioni respiratorie causate da una ventilazione inadeguata.</p>
<p>La “pillola”, oltre a castrare la donna ne mette a rischio la salute con una serie di problematiche come: reazioni allergiche, emorragie improvvise, crescita di peli in faccia, ritenzione di liquidi, infezione di funghi, perdita di capelli, emicranie, nausea, aumento di peso, infezione da Candida, perdite vaginali, vene varicose, disturbo del metabolismo, maggior rischio di coaguli, maggior rischio di calcoli urinari, maggior rischio di tumori al fegato, osteoporosi, possibile collegamento col cancro dell&#8217;endometrio, utero, ovaie, aumento gravidanze extrauterine, aumento da tre a sei volte del rischio di infarto.</p>
<p>Il secondo problema legato a questa nuova contraccezione è che non funziona: 600 infatti sono le donne rimaste incinte nella sola Gran Bretagna.</p>
<p>Secondo l’ente britannico per la regolamentazione dei farmaci, circa 584 donne sono rimaste incinte, 1.607 hanno riportato gravi effetti collaterali e numerosi medici e infermieri si sono lamentati per la difficoltà nell’inserire l’impianto.</p>
<p>Quindi l’impianto sottocutaneo, che dovrebbe liberare la donna da pensieri, preoccupazioni e ansie, rendendola più libera di vivere e godersi la propria sessualità, in realtà non protegge, non libera e anzi, rende la donna sempre più schiava e ammalata.</p>
<p>Questo accade quando si vuole a tutti i costi liberarsi dalla nostra “naturale naturalità”.</p>
<p>Dott.ssa Giovanna Demarin</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Signoraggio, debito pubblico e crisi economica</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 317 anni dalla nascita del Signoraggio moderno, ufficialmente dalla nascita della Banca d’Inghilterra,nel luglio del 1694, la globalizzazione delle merci, dei mercati e delle finanze è giunta all’oste per pagare il conto.
Un conto estremamente salato!
Grazie al Signoraggio bancario, che letteralmente svuota le casse di Governi e Stati indebitandoli; grazie alla finanza creativa e speculativa, il sistema economico è in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/signoraggio-debito-crisieconomica.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-455" title="signoraggio debito crisieconomica" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/signoraggio-debito-crisieconomica.jpeg" alt="" width="190" height="265" /></a>Dopo 317 anni dalla nascita del Signoraggio moderno, ufficialmente dalla nascita della Banca d’Inghilterra,nel luglio del 1694, la globalizzazione delle merci, dei mercati e delle finanze è giunta all’oste per pagare il conto.</p>
<p>Un conto estremamente salato!</p>
<p>Grazie al Signoraggio bancario, che letteralmente svuota le casse di Governi e Stati indebitandoli; grazie alla finanza creativa e speculativa, il sistema economico è in profonda e irreversibile crisi.<span id="more-454"></span></p>
<p>Una crisi sistemica che riguarda tutto il mondo occidentale industrializzato e , per certi versi, è voluta. Numerose Cassandre, avvisano da anni che il crash inizierà dall’immensa bolla speculativa sugli immobili, la più grande bolla speculativa, secondo il Financial Times , della storia dell’umanità.</p>
<p>Le imprese edili, vuoi per i tassi bassissimi, hanno continuato per decenni a costruire appartamenti, case, palazzi, mentre le persone, grazie a mutui a tassi agevolati, le hanno acquistate.</p>
<p>Ora la BCE di Francoforte, alzando costantemente il tasso di sconto del denaro ha creato una situazione paradossale: le imprese e i comuni mortali non riescono più a pagare le rate!</p>
<p>Le banche commerciali spingono alla restituzione del debito, richiedendo indietro quei soldi che non possedevano quando li hanno “prestati”, e che quindi non hanno mai tirato fuori dalle casse.</p>
<p>Ecco la costruzione ad arte del fallimento dell’intero sistema.</p>
<p>In America, l’11 luglio 2008, è stata presa addirittura la decisione di chiudere la banca IndyMac a causa di non liquidità e trasferirne la gestione dalla Federal Deposit Insurance Corporation. Secondo il Los Angeles Times, questa banca ha almeno un miliardo di dollari di depositi non coperti dall’assicurazione FDIC, che riguardano circa 10.000 risparmiatori.</p>
<p>Che si tratti del secondo più grande fallimento bancario da quello della Continental Illinois del 1984, non se ne è parlato adeguatamente.</p>
<p>Da quel vicinissimo ottobre nero del ’29, tutto si ripete, con qualche aggravante:</p>
<p>I prezzi di petrolio e alimentari continuano oggi a salire, causa speculazioni, mentre nel ’29 erano al loro minimo. Spunta in ritardo come nel 1929, la coscienza che è in atto non una Recessione, ma la Depressione. Parola questa “depressione” vietata nei media, perché ricorda troppo da vicino l’ottobre nero. Chi ha osato evocarla è stato invece l’ottantenne Sir William Rees-Mogg, opinionista del Times nonché membro dei Poteri Forti.</p>
<p>L’altra cosa da non dire mai è “Nuovo Ordine Mondiale e infatti nel 1994 il più potente sinarchista vivente, David Rockefeller, durante una riunione del United Nations Business Council disse candidamente: “Siamo alla soglia di una mutazione globale, ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale”.</p>
<p>La mutazione globale è arrivata dopo 17 anni dalle profetiche parole, come pure la crisi economica.</p>
<p>Cosa manca all’appello? Certamente delle leggi specifiche.</p>
<p>Con la scusante dei Rom e del terrorismo, si sta pensando di prendere le impronte digitali e il DNA di tutti.</p>
<p>Le impronte digitali assieme alla scansione dell’iride, dati biometrici, confluiranno in un grande database a Washington, a disposizione di tutte le polizie internazionali, cioè a disposizione di tutte le forze militari adoperate dall’Ordine globale che stanno per istituire.</p>
<p>Il programma dal nome eloquente: “Server in the Sky”, voluto ufficialmente dal Federal Bureau of Investigation (FBI), con la partecipazione attiva di Inghilterra, Australia, Canada e Nuova Zelanda, ha proprio questo intendimento.</p>
<p>Le agenzie di questi paesi: Defence Signals Directorate (Australia), Commucations Security Establishment (Canada), Government Communications Security Bureau (Nuova Zelanda), Government Communications Headquarters (Gran Bretagna), National Security Agency (USA) rappresentano l’Alleanza UK-USA, meglio nota come Echelon, il Grande Fratello: l’orecchio elettronico globale che sente e registra tutto quello che passa dal cavo o dall’etere,fax, telefonate, e-mail, sms, satelliti, radio, ecc.</p>
<p>Le informazioni e/o comunicazioni a livello globale sono costantemente analizzate e registrate da un sistema informatico che non possiamo neppure immaginare, quanto sia grande.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’altro fattore fondamentale in tutto questo sono le “Operazioni urbane”.</p>
<p>Nel Rapporto UO-2020, “Urban Operations in the Year 2020”, redatto dalla R.T.O., che sarebbe l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO, si analizza l’ipotetico andamento della popolazione mondiale: entro l’anno 2020 il 70% della popolazione vivrà all’interno di zone urbane.</p>
<p>Da qui l’urgenza e la necessità di una “presenza militare massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica”.</p>
<p>In pratica entro l’anno 2020 hanno già previsto di occupare militarmente i centri urbani, cioè tutte le principali città del mondo occidentale, e questo per aver il controllo globale.</p>
<p>Tale processo sta iniziando in sordina, anche perché l’accettazione psicologica delle persone, alla presenza militare, deve avvenire in maniera graduale. Inizieremo infatti col vedere militari fuori dalle discoteche per misurare il tasso alcolico dei giovani, il tutto ovviamente per il loro bene; li vedremo proteggere i siti sensibili come le centrali e/o discariche, ecc.</p>
<p>L’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno dei maggiori fornitori di personale addestrato ad operazioni anti-sommossa in centri urbani.</p>
<p>Tutto questo fa pensare che stiamo entrando in punta di piedi, in un vera e propria dittatura militare travestita da finta democrazia.</p>
<p>Prima che sia troppo tardi, apriamo gli occhi e cominciamo a pensare seriamente ad un ritorno graduale e naturale ai vecchi sistemi autarchici del passato, dove aveva importanza chi creava ricchezza con il proprio lavoro e non fantomatiche multinazionali prive di anima che hanno il solo compito di gestire il lavoro e il denaro altrui.</p>
<p>La globalizzazione, in una civiltà evoluta, è giusto che sia vissuta nei rapporti umani e nei naturali scambi di libero pensiero, finalizzati alla crescita pacifica e sostenibile del genere umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torino e la Geometria Sacra</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:28:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Città di Torino nacque nel tratto di pianura che collega il Piemonte settentrionale a quello meridionale, tra i rilievi morenici di Rivoli e le colline del Po, in un&#8217;area delimitata dal corso di due fiumi: la Dora Riparia a nord ed il Po ad est. La città venne fondata e costruita ex novo sul luogo di preesistenti insediamenti di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">La Città di Torino nacque nel tratto di pianura che collega il Piemonte settentrionale a quello meridionale, tra i rilievi morenici di Rivoli e le colline del Po, in un&#8217;area delimitata dal corso di due fiumi: la Dora Riparia a nord ed il Po ad est. La città venne fondata e costruita ex novo sul luogo di preesistenti insediamenti di tribù celtiche-liguri , i Taurini, in epoca romana, ai tempi di Augusto. I Taurini avevano ottenuto la cittadinanza romana ed era stata insediata una prima colonia romana ,Julia Taurinorum, già alla morte di Cesare, nel &#8217;44 a.C. Verso il 28-29 a.C. Augusto vi trasferisce una seconda colonia, ricostruisce l&#8217;insediamento e da allora la città viene denominata , come noto, Julia Augusta Taurinorum.</span></h1>
<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Geometria-di-torino.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-448" title="Geometria di torino" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Geometria-di-torino.png" alt="" width="357" height="426" /></a></p>
<p>Con questi atti la città divenne il più importante insediamento fortificato del Piemonte ed il suo impianto urbanistico, tipico della colonia militare, o castrum, ebbe un ruolo determinante per il successivo sviluppo della città. Si trattava, in origine, di una forma urbis quadrata, cinta da mura e lottizzata a scacchiera, con lati di circa 720x 660 metri (secondo il Promis). La superfìcie della città era, secondo alcuni, di circa 53 ettari (180 jugeri romani), secondo altri di 45 ettari.</p>
<p>La popolazione allora residente era di 5000/7000 abitanti. Le vie che componevano la griglia reticolare, a maglie quadrate, si chiamavano cardines e decumani e delimitavano una serie regolare di circa 70/100 isolati (insulae), edificati con costruzioni di un solo piano, eccezionalmente due. Le vie romane erano lastricate e dotate di marciapiedi rialzati, ed avevano una larghezza di 4/5 metri, al massimo 8 metri (secondo il Ruffa). L&#8217;interasse della griglia viaria era di circa 75 metri ed era contrassegnato, sulla cinta muraria, da una serie di torri. La geometria regolare della viabilità dell&#8217;insediamento era gerarchizzata funzionalmente con due assi viari principali, ortogonali fra di loro ed attestati sulle 4 porte principali della città: il &#8220;decumana maximus&#8221; ,attuale via Garibaldi, ed il &#8220;cardo maximus&#8221;, attuali vie S. Tommaso e Porta Palatina, ambedue di larghezza circa doppia rispetto alle altre vie.</p>
<p>Le quattro porte principali erano:</p>
<p>∙ a ovest la &#8220;Porta Decumana&#8221; (sbocco di via Garibaldi su via della Consolata),<br />
∙ a est la &#8220;Porta Pretoria&#8221; (attuali torri del Palazzo Madama in piazza Castello),<br />
∙ a sud la &#8220;Porta Prìncipalis Dextera&#8221; (sbocco di via S. Tommaso su via S. Teresa),<br />
∙ a nord la &#8220;Porta Prìncipalis Sinistra&#8221; (attuali Porte Palatine).</p>
<p>Il perimetro della città romana insisteva approssimativamente sulle attuali vie: Giardini Reali, torri del Palazzo Madama, via Accademia delle Scienze a est; vie S. Teresa e Cernaia a sud; corso Siccardi e via della Consolata a ovest; via Giulio, Bastion verde e Giardini reali a nord. Dell&#8217;impianto viario originario, in gran parte coincidente ancora oggi con la griglia del nucleo storico centrale, esistono varie ricostruzioni storiche; tra le più note citiamo quella ottocentesca di Carlo Promis e quella di Alfredo d&#8217;Andrade del primo &#8217;900.</p>
<p align="CENTER"> <a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Perimetro-di-torino-costruzione-sacra.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-449" title="Perimetro di torino costruzione sacra" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Perimetro-di-torino-costruzione-sacra.png" alt="" width="412" height="330" /></a></p>
<p>A perfezionamento della suddetta descrizione di come fu fondata Torino, è utile sapere che la citata lottizzazione a scacchiera veniva chiamata centuriazione. La centuriazione romana è lo schema urbanistico geometrico di una pianta di una città o di un territorio agricolo, che veniva tracciato, con l&#8217;aiuto di una riga e una squadra, in ogni nuova colonia dove i Romani si stabilivano. Vi furono diversi schemi e varietà di sistemazioni adottate. Lo schema più diffuso fu quello dell&#8217;ager centuriatus. L&#8217;agrimensore, dopo aver scelto il centro della città (umbilicus) tracciava per esso due assi stradali perpendicolari tra loro: il primo di direzione est-ovest, chiamato &#8220;decumano massimo&#8221; (decumanus maximus), il secondo di direzione nord-sud, detto &#8220;cardo massimo&#8221; (kardus maximus). Dopo aver delimitato la città si prolungavano queste due strade per tutto il territorio agricolo circostante passando per le quattro porte praticate nelle mura della città.</p>
<p>L&#8217;agrimensore si posizionava nell&#8217;umbilicus con lo sguardo rivolto verso ovest e definiva il territorio: col nome ultra ciò che vedeva davanti, citra quanto aveva alle spalle, dextra quello che vedeva alla sua destra e sinistra quello che vedeva alla sua sinistra. Successivamente venivano tracciati da una parte e dall&#8217;altra degli assi iniziali i cardini e i decumani secondari (limites quintarii). Erano assi stradali posti paralleli ad intervalli di 100 actus (circa 3,5 km). Il territorio risultava così suddiviso in superfici quadrate chiamate saltus. La rete stradale veniva ulteriormente infittita con altre strade parallele ai cardini già tracciati ad una distanza tra loro di 20 actus</p>
<p>(710,40 m). Le superfici quadrate risultanti da questa ulteriore divisione erano le centurie. Le larghezze stradali, in piedi romani (29,6 cm):</p>
<p>∙ 40 piedi romani (11,84 m) il decumano massimo<br />
∙ 20 piedi romani (5,92 m) il cardo massimo<br />
∙ 12 piedi romani (3,55 m) i limites quintarri<br />
∙ 8 piedi romani (2,37 m ) le altre strade.</p>
<p>La sistemazione dei terreni era successiva al completamento stradale. Ogni centuria era suddivisa in 10 strisce, sempre con linee parallele ai cardini e ai decumani, alla distanza tra loro di 2 actus (71,04 m) formando 100 superfici di quadrate di circa 0,5 ha chiamate heredia. (centum heredia = centuria). Ogni heredim era suddiviso a metà nell&#8217;asse sud-nord costituendo due iugeri (jugerum, da jugum, 2523 metri quadri, quantità di terreno che poteva essere arata in un giorno da un paio di buoi). Nell&#8217;area veneta la centuriazione romana è meglio nota col nome di Graticolato romano.</p>
<p><strong>TRE DOMANDE SULLA CENTURIAZIONE DI TORINO</strong></p>
<p>Non sapremo mai perché fu scelta la configurazione della centuriazione di Torino. Tuttavia la scelta di limitarla a 72 centurie, di stabilire che il &#8220;cardo maximus&#8221; (attuali vie S. Tommaso e Porta Palatina) sia nella posizione che si vede, infine di orientare le due vie primarie inclinate di 26,5° rispetto ai punti cardinali Est-Ovest, porta a tre domande cui sarebbe interessante rispondere. E ben sappiamo quanta cura gli antichi costruttori di monumenti e templi, per esempio, ponevano nel proporzionarli secondo concetti geometrici, come la nota sezione aurea e peculiari altre simmetrie. Torino, poi, doveva valere molto per i romani che avevano bisogno di un baluardo italico nel nord, una sorta di Roma del nord, giusto a custodia dei confini con gli ostili galli limitrofi ed altri. Quindi non è escluso che intonassero le 72 centurie di Torino planimetrica ad una geometria aurea per i rituali buoni auspici.</p>
<h3><strong>IPOTESI DELLA QUADRATURA DEL CERCHIO DEL PAPIRO DI RHIND</strong></h3>
<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Torino-e-il-papiro-di-rhind.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-450" title="Torino e il papiro di rhind" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/Torino-e-il-papiro-di-rhind.png" alt="" width="326" height="340" /></a></p>
<p><strong></strong>L&#8217;illustrazione sopra riportata è sufficiente per spiegare l&#8217;ipotesi della quadratura del cerchio che veniva risolto nell&#8217;antico Egitto in modo soddisfacente. È possibile che la centuria in alto a destra sia stata limitata alla sua diagonale, proprio per suggerire il quadrato di area corrispondente al cerchio di diametro di nove lati di ogni centuria.</p>
<p>Sappiamo che su questo problema i matematici del passato si sono lambiccati il cervello nel tentativo di trovare una frazione che esprimesse il rapporto costante tra la lunghezza della circonferenza e il suo diametro, che come noto si indica con la lettera π (pi greco). La storia inizia con lo scriba egizio Ahmes che nel problema n. 50 del papiro Rhind, risalente al 1650 a. C., indica nel modo seguente come ottenere il valore di π, che è poi la suddetta procedura:</p>
<p><strong>«Dividi il diametro in 9 parti. Prendi 8 parti e costruisci un quadrato 8 per 8. Tale quadrato ha una superficie praticamente uguale a quella del cerchio assegnato».<br />
</strong><br />
Dai calcoli risulta che l&#8217;area del cerchio, ottenuto col metodo di Ahmes, risulta con un errore inferiore del 2% rispetto al giusto valore applicando la nota regola del quadrato del raggio per pi greco. Nondimeno si deve riconoscere che si tratta di una approssimazione notevole per quei tempi e non si sa nemmeno come Ahmes l&#8217;abbia trovata.</p>
<p><strong>IPOTESI DELLE TERNE DI PITAGORA</strong></p>
<p style="text-align: left;">Quando fu concepita sulla carta la centuriazione di Torino bastò l&#8217;uso della riga e squadra, ma allorché si trattò di riportare fedelmente sul terreno ogni cosa del disegno relativo, gli attrezzi da disegno suddetti non potevano più servire. Perciò è interessante sapere come avveniva la centuriazione. Dunque gli agrimensori romani, che erano dei legionari nel caso di Torino da centuriare, lavoravano in squadra usando uno strumento chiamato groma. In un punto prescelto, il noto ombelico (illustrazione 2), che diventava il punto di incontro tra decumanus e cardo maximus, si poneva un cippo e la prima groma. Gli altri agrimensori si allineavano con lo stesso strumento ponendosi alla distanza stabilita e così di seguito, fino a tracciare tutti gli altri punti di groma.</p>
<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/torino-secondo-pitagora.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-451" title="torino secondo pitagora" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/12/torino-secondo-pitagora.png" alt="" width="310" height="290" /></a></p>
<p>Nell&#8217;illustrazione a fianco si osserva un legionario romano nell&#8217;atto di traguardare attraverso i fili della groma. [Da “Lessico Universale Italiano” dell'Enciclopedia Italiana Treccani]. Ottenuto il rettifilo principale, si tracciavano le linee perpendicolari fino a formare la serie di quadrati (le centurie) necessarie per la città di Torino in questione, ossia 72. Questo era il metodo seguito per riportare sul terreno ciò che era stato previsto sulla carta. Però poteva accadere di incorrere in errori nella tracciatura degli angoli retti per la possibile imprecisione dei groma piuttosto rudimentali come strumenti di precisione se paragonati ai moderni tacheometri dei topografi. Ecco che subentrava la cosiddetta “prova del nove” che consisteva nel ricorrere alla definizione sul posto di triangoli rettangoli i cui cateti erano pari a tre lunghezze e quattro lunghezze, mentre l&#8217;ipotenusa, come si sa, è di cinque lunghezze in base alla corda disponibile per le misurazioni. Si capisce che l&#8217;ipotetico triangolo rettangolo COB che fa da emblema al ricorso alla terna di Pitagora, essendo di notevole dimensione tale da non potere essere misurato con la corda disponibile, stanno solo a indicare il metodo per ottenere i quattro angoli retti che confluiscono nel punto chiamato umbilicus. Si tratta, come si sa, del ricorso alle note terne di Pitagora che col suo teorema sui triangoli rettangoli si spiega in modo matematico la relativa fondatezza.</p>
<p><strong>IPOTESI DELLA SEZIONE AUREA</strong></p>
<p>Come si vedrà, non compare sulla scacchiera delle 72 centurie, di lati 8 e 9, il segmento della sezione aurea, ma in cambio basta capire come procedere geometricamente per ottenerla e per questo si ricorre alla diagonale del noto rettangolo d&#8217;oro formato da due quadrati. E qui subentra la particolare configurazione della suddetta scacchiera orientata con un angolo di 26,5° rispetto all&#8217;asse dei punti cardinali Est-Ovest.</p>
<p>Ecco una successiva ragione di predisporre l&#8217;ultima centuria in alto a destra a mo&#8217; di triangolo isoscele. Così oltre a segnalare la procedura per ottenere la quadratura del cerchio, immaginata da Ahmes del papiro di Rhind, si aggiunge questa per ottenere la sezione aurea. Il disegno è chiaro e non c&#8217;è bisogno di spiegazioni supplementari.</p>
<p><strong>LA MISURA DEL MATTONE DELLA FONDAZIONE DI TORINO: IL CUBITO REALE EGIZIO</strong></p>
<p>Le civiltà del passato non si ponevano la necessità di spiegare le concezioni geometriche che utilizzavamo, come si è visto, per le operazioni agrimensorie, e costruzioni di templi, monumenti e palazzi. Era la natura che suggeriva loro le regole matematiche, come quella del triangolo rettangolo dai lati 3,4 e 5 che poi Pitagora nel VI sec, a.C. spiega con il suo teorema. E sappiamo che era il culto degli dei ad informare le opere suddette, da considerare come &#8220;Entità&#8221; interattive col mondo umano. Dunque se era la geometria a farvi da emblema, c&#8217;è da immaginare che nel caso della fondazione di Torino da parte dei romani, le concezioni geometriche del cerchio e la sua quadratura del papiro di Rhind, delle terne di Pitagora e del triangolo d&#8217;oro della sezione aurea, siano da spiegare anche in modo metafisico. Ma non è difficile trovare le relative giustapposizioni se appena si riflette agli auspici che i romani cercavano di tradurre con la centuriazione fra le pieghe delle terra della sorgente Augusta Taurinorum. Perciò onorando la natura dei segni che vi sono stati riposti avrebbe assicurato loro la posterità e gloria. La quadratura del cerchio è il segno della perfezione; le terne di Pitagora portano alla rettitudine; infine l&#8217;orientamento della pianta di Torino romana inclinata nel giusto modo, attraverso la sezione aurea che vi deriva, lega l&#8217;uomo all&#8217;armonia del creato.</p>
<p>Non c&#8217;è di meglio, si deve convenire, per fare di Giulia Augusta Taurinorum un talismano dai poteri eccezionali, resta da sapere però quali gli dei da venerare in causa, quelli ellenici o altri? Sì, perché sorge il dubbio che gli dei ellenici venerati a Roma non siano tanto in luce attraverso il genere di centuriazione applicato dai legionari romani, forse attirati da quelli locali. Circolano diverse leggende sul conto dei primi abitatori dove poi si insediano i romani conquistatori. Tutti gli scrittori e storici antichi ci hanno tramandato il Mito di Fetonte (versione greca), o di un certo Osiri (versione egizia) chiamato anche Giove (il giusto). Da questo racconto mitico, veniamo a conoscenza della fondazione, di Torino antica, su basi altamente civili, come colonia egizia. I racconti citano, che gli abitanti d&#8217;Italia, periodo pre Etrusco, subivano la tirannia di non precisati &#8220;giganti&#8221; e che Osiri li sconfisse, e fondò la città su basi di una civiltà molto più avanzata. Dai diversi autori non è chiaro se Fetonte sia lo stesso citato anche come Osiri, o se sia invece il fratello o uno dei fratelli di quest&#8217;ultimo, oppure se sia Fetonte il nome in greco di Osiri.</p>
<p>Questa incertezza rimane poiché si sa che allo stesso Osiri venivano attribuiti epiteti diversi. Detto questo, c&#8217;è da capire con certezza sulla probabile inclinazione per le divinità egizie dei romani di stanza nel Piemonte, sin dal tempo di Giulio Cesare morto nel 44 a.C. in cui sembra che questa cultura religiosa sia di casa. Questa ipotesi sembra avere sostegni in alcune deviazioni procedurali nell&#8217;attenersi alle regole di centuriazione, quasi a far trapelare una significativa dissonanza. La prima è di aver posto la Porta Pretoria vero Sud Est e non al contrario, poiché si conveniva che fosse il più vicino ai nemici. Ma non meraviglia immaginare che Giulio Cesare poneva seri dubbi sulla fiducia verso di lui da parte del Senato romano, tant&#8217;è che decise di valicare il Rubicone e marciare su Roma per risolvere con la forza questo stato di cose a lui ostili.</p>
<p>Quindi i nemici più temibili erano quelli di Roma e non gli altri della Gallia che Cesare era in grado di dominare con le sue legioni. L&#8217;altra deviazione procedurale, peculiarmente agrimensurale, sembra quella di non aver fatto uso preciso della misura romana nel dimensionare il lato di ogni centuria che doveva essere di due actus, ossia 71,04 metri (vedasi primo capitolo). In effetti questa misura risulterebbe, secondo lo studioso torinese, Carlo Promis citato nel primo capitolo, circa 75 metri. O altra misura perché non c&#8217;è concordanza con quella di un altro studioso di Torino archeologica. Per contro mette sulla strada del supposto culto egizio dei romani di Augusta Taurinorum, l&#8217;origine delle tre concezioni matematiche relative alle suddette tre ipotesi che spiega il perché della particolare disposizione della centuriazione in discussione. Non resta che predisporre un altro disegno, simile a quello della sezione aurea per scovare il mattone che è servito per costituire il piano di base di Iulia Augusta Taurinorum.</p>
<p>Si tratta di concepire un&#8217;ulteriore centuriazione dell&#8217;unità dei due quadrati che sono serviti per disegnare la sezione aurea (illustrazione 6). Una volta eseguita questa operazione si definisce il semi-mattone simile a quello di base costruito con i due quadrati di 1 per lato. Di qui , dalla misura del perimetro di questo semi-mattone, ossia 0,1 + 0,2 + 0,236&#8230; = 0,5236&#8230;, si ottiene il giusto valore del cubito reale egizio espresso in metri, sul quale però non c&#8217;è molta concordia. Tuttavia alcuni autori ritengono il suddetto valore quello giusto del cubito reale egizio. Ecco, in conclusione, la probabile prova, che il mito di Osiri egizio, più che Fetonde greco, ha lasciato il segno matematico attraverso le diverse concezioni geometriche trattate in questo saggio.</p>
<p><strong>Non è accademico dal punto di vista matematico parlare di segni ma si tratta di interpretare il pensiero degli antichi costruttori della nostra bella Torino che vi davano estrema importanza con la loro matematica primitiva. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Astuzie da consumismo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:23:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il consumismo non è un fenomeno di oggi, perché già Carlo Marx aveva definito come ”feticismo della merce” il desiderio indotto al possesso anche di beni praticamente inutili. 
E così molte persone, anche se non benestanti, acquistano beni che non servono più a soddisfare bisogni precisi e reali, ma il cui possesso li fa sentire al passo con i tempi.
Tutto questo è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/consumismo.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-443" title="consumismo" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/consumismo.jpeg" alt="" width="183" height="256" /></a>Il consumismo non è un fenomeno di oggi, perché già Carlo Marx aveva definito come ”<em style="text-align: -webkit-auto;">feticismo della merce”</em><span class="Apple-style-span" style="text-align: -webkit-auto;"> il desiderio indotto al possesso anche di beni praticamente inutili. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E così molte persone, anche se non benestanti, acquistano beni che non servono più a soddisfare bisogni precisi e reali, ma il cui possesso li fa sentire al passo con i tempi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Tutto questo è perfettamente in linea con la volontà del potere di mantenere sotto controllo le masse, in quanto se queste sono indebitate, è molto più facile mantenerle sotto controllo e privarle della libertà di scelta prima, e di pensiero dopo.</strong><span id="more-442"></span></span></p>
<p>E allora, se vogliamo conservare la nostra libertà dobbiamo domandarci, in ogni messaggio accattivante, dove si nasconde l’inganno che, quasi sempre esiste.</p>
<p>Un’ automobile presentata in televisione acquista prestigio non perché migliore delle altre, ma perché viene affiancata da una donna bellissima, che non dice una parola, ma in questo modo la figura femminile e le immagini attraenti, avvolte da frasi piene di allusioni ormonali, fanno sì che la scatola di latta rappresentata dal veicolo, acquisisca una luce di prestigio.</p>
<p>La pubblicità, in questo modo, non è più un utile mezzo informativo per risolvere problemi, ma per promuove un atteggiamento consumistico, dando l’illusione che l’uso di un determinato prodotto è segno di un’elevata posizione sociale e di progresso, e il tuo giusto desiderio di miglioramento sociale si trasforma in una cosa non realizzabile, perché è una semplice finzione.</p>
<p><strong>E’ esattamente la stessa tecnica usata dalle ideologie politiche che producono idee sclerotizzate, ma che riescono a convincere solo perché presentate come delle favole travestite di realtà.</strong></p>
<p>E così la manipolazione commerciale vuole convertirci in clienti con il semplice obiettivo di farci acquistare determinati prodotti, mentre la manipolazione ideologica tenta invece di modellare lo spirito delle persone, al fine di acquisire dominio su di esse in modo rapido, schiacciante, massiccio e facile. Le due cose sono assolutamente identiche perché entrambe trasformano una comunità in una massa docile, uniforme, redditizia.</p>
<p>Anche questa è una minaccia alla sovranità individuale, perché si perde la capacità creativa, si perdono i vincoli affettivi, e la massificazione riduce tutti ad un insieme amorfo d’individui.  In questo modo la massa è facilmente dominabile per privarla della propria creatività, della propria capacità di raziocinio, di critica, d’indagine, di dubbio continuo.</p>
<p>Siamo ogni giorno testimoni dei progressi nelle varie tecnologie che permettono la produzione di beni di sempre migliore qualità, durata, sicurezza e costi, ma sembra che tutto questo non sia applicabile a coloro che devono promuovere il consumismo.</p>
<p>E’ evidente che un prodotto migliore, non solo fornisce prestazioni superiori ma dovrebbe avere una durata di vita maggiore. E tutto questo andrebbe a vantaggio dei costi per due ragioni, la prima perché le nuove tecnologie permetterebbero riduzione del costo iniziale, la seconda perché il prodotto avendo una vita maggiore non costringerebbe ad essere sostituito frequentemente e quindi il costo iniziale d’investimento si spalmerebbe su tempi più lunghi. Tutto questo è incontestabile, ma diventa un grave difetto ed è contestato da chi vuol fare quattrini lanciando la moda del consumismo. E allora con ogni astuzia si tenta di svalutare l’immagine di ciò che si è prodotto ieri, per convincere tutti a comperare il prodotto di domani, non importa se ciò che si è comperato sia ancora perfettamente in grado di assolvere la sua funzione. Le parole magiche che dovrebbero convincere tutti sarebbero: “non è più di moda”, “è obsoleto”, “deve essere rottamato”</p>
<p>Altre trovate simili sono, aggiungere ad un prodotto funzioni che raramente siano indispensabili e farle diventare talmente fondamentali da annullare l’utilità del prodotto precedentemente acquistato.<br />
Ma non basta perché sembra sia molto efficace come strumento di convincimento la cosiddetta “firma sul prodotto”. Un oggetto eguale ad un altro, solo perché firmato, è migliore, e allora la firma si pone su tutto.</p>
<p>Ma tutti questi discutibili tentativi di vendita operano più agendo sulla debolezza psichica del cliente che non sulla efficienza del prodotto e, sebbene abbiano discreto successo, non bastano a soddisfare l’avidità di guadagno del venditore,anche perché in maggioranza la gente non è composta di persone psicolabili, e allora occorre che anche la gente sana, cada nella trappola.</p>
<p>Tutto questo si può realizzare in molti modi, sfruttando al massimo il limite di garanzia obbligatorio di ogni prodotto di uno o due anni.</p>
<p><strong>Basta costruire il prodotto in modo tale che duri solo un giorno di più della sua garanzia. Tutto questo è possibile perché ad esempio ogni componente elettronico prodotto, statisticamente è costituito di pezzi di prima, seconda e terza scelta. E’ noto che i componenti di prima scelta vengono usati (e pagati) per prodotti militari, la seconda scelta per i prodotti scientifici e la terza per il pubblico di massa.</strong></p>
<p><strong>Inoltre, se il prodotto successivamente si guasta ,occorre fare in modo che non sia riparabile se non a costi talmente alti da consigliare di prenderne un altro.</strong></p>
<p>Tutto questo significa produrre prodotti scadenti “a tempo” e quindi sfruttare i benefici dei progressi tecnologici alla rovescia.<br />
Nel mercato internazionale sono stati citati casi plateali di vendita di prodotti scadenti dal campo alimentare, a quello dell’abbigliamento e quello dell’ elettronica.<br />
La catena dei magazzini WAL MART ha venduto carne di maiale biologica, che non era tale.</p>
<p>La casa produttrice delle scarpe NIKE ha ammesso di aver venduto scarpe scadenti.</p>
<p>Sono stati venduti pesticidi usati sulle verdure proibiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>Nei prodotti elettronici sono usate schede di terza scelta, l’assemblaggio dei pezzi è spesso suggellato in modo che non si possa aprire perché mancano le viti e i bulloni necessari.</p>
<p>I nuovi prodotti hardware e software si tenta in tutti modi di renderli incompatibili con i precedenti, anche dello stesso fornitore, usando connessioni non standard, inserendo la necessità di convertitori, offrendo funzioni aggiuntive inutili che servono per aumentare la complessità del prodotto e quindi con maggiore probabilità di guasto.<br />
<strong>I manuali d’istruzione per l’uso sono carenti, poco chiari, volutamente complessi.</strong></p>
<p><strong>Non parliamo poi della decantata assistenza ai clienti, che si rivela spesso un’ autentica bugia.</strong> Alcune case che producono televisori invitano i clienti, in caso di guasto, di rivolgersi a centri di assistenza locali che, dopo settimane di attesa, spesso non restituiscono l’apparecchio riparato. Se ci si rivolge ad un numero verde, nessuno risponde, stessa cosa se si manda una e-mail sia alle sedi nazionali che internazionali, e il tutto serve a scoraggiare il cliente che per non affrontare lunghe e costose spese legali è costretto a rinunciare e comperare un altro prodotto.</p>
<p>Altra astuzia è quella di rilasciare scontrini dei registratori di cassa scritti su carta chimica, così la scrittura dopo poco scompare completamente, e con essa il termine di garanzia.</p>
<p><strong>Ecco dunque la prova che usando le astuzie consumistiche in qualunque campo, i risultati benefici non vanno mai a vantaggio della gente, ma di individui che sapendole usare bene, catturano per sé tutti i benefici possibili, e tutto alla faccia nostra!</strong></p>
<h3>&#8220;Alcuni beni sono necessari e naturali. Altri naturali ma non necessari. La maggior parte dei beni non sono necessari, nè naturali (Epicuro, 341-270 AC).&#8221;</h3>
<p>a cura del Dott. Francesco Di Donato</p>
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		<title>Vulcani, geotermia e clima</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[I vulcani sono spesso cose molto spettacolari ma, in pratica, che effetto possono avere sul clima terrestre? Una cosa la possiamo dire con buona certezza: il loro effetto diretto &#8211; ovvero in termini di calore emesso, è praticamente nullo.
I vulcani sono una manifestazione del calore geotermico che viene dall&#8217;interno della terra e questo calore è soltanto circa lo 0.01% del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/vulcani-e-geotermia.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-438" title="vulcani e geotermia" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/vulcani-e-geotermia.jpeg" alt="" width="241" height="209" /></a>I vulcani sono spesso cose molto spettacolari ma, in pratica, che effetto possono avere sul clima terrestre? Una cosa la possiamo dire con buona certezza: il loro effetto diretto &#8211; ovvero in termini di calore emesso, è praticamente nullo.</p>
<p>I vulcani sono una manifestazione del calore geotermico che viene dall&#8217;interno della terra e questo calore è soltanto circa lo 0.01% del calore che arriva dal sole. I &#8220;grandi fornelli artici&#8221; ai quali qualcuno attribuisce la perdita dei ghiacci polari sono di gran lunga troppo deboli per avere un effetto del genere.<span id="more-437"></span></p>
<p>Quindi, l&#8217;effetto dei vulcani sul clima è dovuto al pulviscolo emesso ed è sempre di raffreddamento.</p>
<p>Un effetto che, ovviamente, dipende dall&#8217;intensità dell&#8217;eruzione. La potenza di un vulcano si misura su una scala detta VEI (Volcanic Explosivity Index) che va da 0 a 8 e che, come le scale usate per i terremoti, è logaritmica. Ovvero, va su di un fattore 10 per ogni tacca.</p>
<p>Per esempio, il vulcano Laki che è andato in eruzione nel 1783, in Islanda, ha causato carestie in Europa per via del pulviscolo che ha bloccato la radiazione solare. Potrebbero essere state queste carestie a scatenare la rivoluzione francese, pochi anni dopo. Pare che Laki avesse un VEI=6. Sempre in quel periodo, Napoleone era partito per conquistare la Russia proprio nell&#8217;anno (1815) dell&#8217;esplosione del vulcano Tambora (VEI=7); cosa che ha causato un raffreddamento globale e qualche problema a Napoleone durante la ritirata da Mosca.</p>
<p>Ma ci sono state eruzioni anche molto più potenti di Tambora e quando si arriva a VEI=8 e oltre, si parla di un &#8220;supervulcano.&#8221; Non c&#8217;è stato nessun supervulcano in tempi storici.</p>
<p>Il più recente è quello noto con il nome di Ouranui, che ha eruttato in Nuova Zelanda 26500 anni fa. Ancora più potente (circa 5 volte tanto) è stata l&#8217;eruzione di Toba, a Sumatra, 74000 anni fa.</p>
<p>Non erano tempi storici, ma i nostri antenati &#8220;sapiens&#8221; esistevano già. Da quello che sappiamo, Ouranui non ha fatto danni agli esseri umani che sembra non esistessero in Nuova Zelanda.</p>
<p>Molto peggio ha fatto Toba, che è stato un evento globale. Il raffreddamento che ne è seguito sembra abbia sterminato gran parte degli umani dell&#8217;epoca, riducendone il numero a meno di 10000. Tuttavia, per quanto tremenda sia stata l&#8217;eruzione di Toba, il suo effetto si vede appena nei record climatici.</p>
<p>Insomma, i vulcani hanno brevi effetti di raffreddamento che possono causare gravi danni, specialmente se proprio in quel momento vi state ritirando dalla Russia. Ma non hanno effetti a lungo termine, nemmeno se sono dei supervulcani. Tutto questo ha una sua logica e si spiega molto bene nell&#8217;ambito della comprensione che abbiamo del sistema climatico. Quello che ha l&#8217;effetto più importante nel clima sono i gas serra, e le eruzioni vulcaniche, per quanto spettacolari siano, contribuiscono pochissimo alla variazione della concentrazione dei gas serra.</p>
<p>Questo diagramma chiarisce la cosa molto bene:</p>
<p><a href="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/vulcani-co2.png"><img class="alignleft size-full wp-image-439" title="vulcani co2" src="http://www.ecofoundation.it/web/wp-content/uploads/2011/11/vulcani-co2.png" alt="" width="450" height="440" /></a></p>
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<p>Vedete che i vulcani degli ultimi decenni non hanno nessun effetto sulla curva. E&#8217; interessante notare come l&#8217;effetto dell&#8217;attività umana sia tanto più importante di quella naturale su queste scale di tempo.</p>
<p>Tuttavia, bisogna anche dire che l&#8217;attività vulcanica è fondamentale per determinare il clima terrestre, ma su scale estremamente lunghe rispetto a quelle che ci possono interessare. La terra emette (&#8220;degassa&#8221;) CO2 dal suo interno attraverso l&#8217;attività vulcanica. Si ritiene (Derrill Kerrick, 2001) che il totale degassamento di CO2 annuale odierno sia intorno a 2&#215;10^12 (duemila miliardi) di &#8220;moli&#8221; all&#8217;anno. Questo è molto poco dato che l&#8217;atmosfera contiene circa 6&#215;10^16 moli di CO2, ovvero più di 10000 volte tanto. Invece, l&#8217;aumento che vediamo nella concentrazione di CO2 si spiega molto bene con la quantità di combustibili fossili che bruciamo.</p>
<p>Ma su scale di tempi molto lunghe, il degassamento del CO2, ovvero i vulcani, sono fondamentali per mantenere i livelli di CO2 nell&#8217;atmosfera a un livello tale da non trasformare il pianeta in un blocco di ghiaccio.</p>
<p>Se non ci fossero i vulcani, la reazione del CO2 atmosferico con i silicati lo farebbe sparire completamente in qualche decina o centinaia di migliaia di anni e forse meno. Senza vulcani, la vita sulla terra sarebbe morta appena nata, anzi, probabilmente non sarebbe mai esistita.</p>
<p>Ma è anche vero che ci può essere troppo di una cosa buona: troppi vulcani possono emettere troppo CO2 e scaraventare il pianeta in una fase di surriscaldamento. E&#8217; il caso delle &#8220;grandi province magmatiche&#8221; che sono il &#8220;top&#8221; della classifica dei vulcani. Sono aree di centinaia di migliaia di chilometri quadrati, per intenderci, dell&#8217;ordine dell&#8217;area dell&#8217;intera Italia, che eruttano per centinaia di migliaia di anni. In queste condizioni, il degassamento di CO2 non è certamente trascurabile e nel remoto passato queste eruzioni hanno causato alcuni disastri veramente planetari. Da quello che sappiamo è stata una di queste grandi provincie che si è formata alla fine dell&#8217;era Paleozoica in Siberia a causare un riscaldamento planetario che ha portato all&#8217; estinzione di forse il 90% di tutte le specie esistenti all&#8217;epoca.</p>
<p>Questa ed altre estinzioni di massa sono dei malfunzionamenti del ciclo &#8220;lungo&#8221; del carbonio che equilibra, più o meno, il CO2 che degassano i vulcani con quello che viene rimosso per reazione con i silicati.</p>
<p>Insomma, un argomento molto affascinante quello dei vulcani e dei supervulcani che, fra le altre cose, è una continua conferma delle fondamenta della scienza del clima, ovvero al fatto che i gas serra sono il fattore predominante nel determinare la temperatura dell&#8217;atmosfera.</p>
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<p>Dott. Francesco Di Donato<br />
Geologo-Ricercatore Ambientale</p>
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