Solstizio d’inverno, il Natale e le nascite sacre
24 dicembre 2011 # 12:58 # Scienza # Nessun Commento
Perché tutte le “nascite sacre ” avvengono il 25 e non il 21 dicembre, giorno del solstizio?
Il Solstizio è una delle più importanti occasioni di festa per il genere umano, infatti il 25 dicembre noi festeggiamo la nascita di Gesù Bambino;ma è bello ricordare, per avere una visione più ampia e una maggior consapevolezza su questa festività, che fin dall’antichità, molti popoli festeggiavano la nascita di un dio, proprio in questo stesso giorno.
Basti pensare che in Persia, già 3.600 anni fa, veniva festeggiata la nascita dì Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso; mentre in Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro.
In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar, rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa;e da sempre questa icona simboleggia la Madre Terra che produce i suoi frutti.
In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl, nello Yucatan quella del dio Bacab.
in Grecia Bacco ed in Siria Adone;mentre gli scandinavi festeggiavano lo stesso giorno la nascita del dio Freyr. Come si può notare tutte le divinità risultano legate alla simbologia del Sole, ma come mai si è scelto proprio il 25 Dicembre? Per rispondere a questa domanda, basta pensare che Solstitium, significa “Sole fermo” e che nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi.
Il 24, il Sole sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po’ più verso l’alto fino al Solstizio d’ Estate. Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo astronomica ma anche esoterica. Un mito racconta infatti che, nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra, un Raggio Verde parta dal più profondo dell’Universo ed attraversi, per un istante, la Terra stessa.
E’ il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori.
Nell’antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura.
I festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed, in tale periodo, si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l’anno era proibito, nella città, il gioco d’azzardo; ma poiché era strettamente, legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi; queste sono le lontane radici della attuale tombola.
Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri.
Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.
Con l’espandersi dell’Impero verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C. l’Imperatore Aureliano lo ufficializzò.
E poiché anche Mitra simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto, il 25 dicembre, come già avveniva in Persia.
Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo. Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman (Arimane), spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole.
Quindi, come spesso è accaduto per le “nuove religioni” il Natale cristiano si è inserito su miti già esistenti.
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